mercoledì 16 marzo 2011

10 Domande ai partiti politici

Dieci domande sui temi dell'istruzione e della scuola pubblica. 1 Un questionario lanciato in rete dall'Unione degli Studenti. E a cui hanno risposto Antonio Di Pietro per l'Italia dei Valori. E Manuela Ghizzoni, Giovanni Bachelet, Maria Coscia, Letizia De Torre, Rosabruna De Pasquale, Emilia De Biasi, Eugenio Mazzarella, Giovanna Melandri, Caterina Pes, Tonino Russo, Alessandra Siragusa, Francesca Puglisi e Luigi Nicolais per il Partito Democratico.
Ecco le loro posizioni.

giovedì 10 febbraio 2011

Foibe, troppi anni di mistificazione storica

Da qualche anno a questa parte gruppi che non meriterebbero nemmeno di esistere (e conseguentemente nemmeno menzionati), ma finanziati dalla destra istituzionale e anticomunista, portano avanti una campagna di mistificazione della storia che coincide con la giornata di ricordo della Foibe. Purtroppo questo succede perché la destra cerca di riscrivere anche la storia, ma la sinistra, invece, pensa proprio di liquidarla la stessa storia.

Questa giornata, che cade a ridosso del 27 gennaio, è ora talmente propagandata che arriva al punto addirittura di oscurare e mettere in secondo piano le celebrazioni della prima “giornata della memoria”, ottenendo, come dicevo prima, di mistificare la storia, paragonare carnefici a vittime e mancare di rispetto a tutti quelli che (indistintamente) hanno perso la vita nel corso di quell’immane tragedia che fu la seconda guerra mondiale, voluta dall’imperialismo nazifascista e dai “padri spirituali” di alcuni dei promotori di questa seconda “giornata del ricordo”.

lunedì 31 gennaio 2011

Maturità 2011: Materie e date delle Seconda Prova

Sono state rese note le date e le materie che caratterizzeranno l’esame di Maturità 2011. La Gelmini, anche quest’anno, svela quali saranno le materie della seconda prova utilizzando il proprio canale Youtube.

Prima Prova: mercoledì 22 giugno 2011
Seconda Prova: giovedì 23 giugno 2011

Ecco le materie dei principali indirizzi di studio:
- Liceo Classico: Latino
- Liceo Scientifico: Matematica
- Liceo Linguistico: Lingua straniera
- Liceo Pedagogico: Pedagogia
- Liceo Artistico: Disegno geometrico, prospettiva e architettura
- Istituto Tecnico Commerciale (ragionieri): Economia Aziendale
- Istituto Tecnico Geometri: Costruzioni
- Istituto Tecnico delle Industrie meccaniche: Macchine e fluido

Ecco il link del video sul canale YOUTUBE del Ministro Gelmini:
http://www.youtube.com/watch?v=nilCnRVHmnc&feature=player_embedded

giovedì 27 gennaio 2011

27 Gennaio, Giornata della Memoria: Per non dimenticare!

Sessantasei anni fa, il 27 gennaio 1945, venivano aperti i cancelli di Auschwitz. Le immagini che apparvero agli occhi dei soldati sovietici che liberarono il campo, sono impresse nella nostra memoria collettiva. Ad Auschwitz, come negli innumerevoli altri campi di concentramento e di sterminio creati dalla Germania nazista, erano stati commessi crimini di incredibile efferatezza. Tali crimini non furono commessi solo contro il popolo ebraico e gli altri popoli e categorie oppressi, ma contro tutta l’umanità, segnando una sorta di punto di non ritorno nella Storia. Il 27 Gennaio data simbolica della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, che è stata appunto decisa per ricordare che cosa è stato, prima ancora del momento indimenticabile della sua liberazione, che cosa ha rappresentato quel campo per quei terribili tre anni della sua esistenza.

martedì 18 gennaio 2011

Sciopero della FIOM-CGIL: Studenti in piazza con i metalmeccanici

I lavoratori e le lavoratrici dello stabilimento Fiat di Mirafiori sono sottoposti in queste settimane a un ricatto senza precedenti. Ciò che resta della più grande azienda italiana impone senza alcuna mediazione possibile un netto peggioramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro agli operai di ciò che resta della più grande fabbrica d'Europa.

Il piano delle normali relazioni industriali, anche nel quadro delle compatibilità aziendali, viene completamente ribaltato: non c'è più la produzione come dato di partenza, le cui modalità vengono poi determinate attraverso il conflitto e la negoziazione tra azienda e dipendenti. Il modello Marchionne mette sul piatto della bilancia la produzione stessa, cioè il posto di lavoro di migliaia di persone, che nella nostra società significa la possibilità di accedere a un reddito per sé e per i propri familiari, a un sistema di diritti e tutele, a condizioni di vita dignitose.

Eppure non è una novità. Ciò che Pomigliano prima, e Mirafiori ora, hanno svelato all'opinione pubblica, era già palese a gran parte degli studenti e delle studentesse d'Italia, parte di una generazione che vive la precarietà come condizione sociale generale. La precarietà mette tutti noi, tutti i giorni, di fronte al ricatto di Mirafiori: chinare la testa e obbedire, oppure rischiare la perdita del posto di lavoro. Mirafiori rende visibile, nella grande fabbrica, ciò che è sotto ai nostri occhi tutti i giorni, nei luoghi del lavoro nero, sommerso, precario.

martedì 4 gennaio 2011

Appello per la sinistra del lavoro e antifascista

Proviamo indignazione che esponenti di sinistra possano partecipare a incontri, organizzati da Casapound, che rifiutano l’impianto stesso della Carta Costituzionale, restando fuori dalle regole e dai principi fissati dai costituenti.








Ecco la nuova sinistra, la sinistra che per anni si è battuta a favore della tesi della “fine del lavoro”, ideologia servita a distogliere l’attenzione dal massacro sociale, nei confronti della classe lavoratrice, oggi, nelle zone interne, è anche interlocutrice dei camerati di estrema destra. Un revisionismo storico, che punta a criminalizzare l’idea stessa della lotta di classe, della resistenza partigiana e stravolgere l’intera esperienza del movimento rivoluzionario operaio e comunista presentandola come una sequenza di violenza e di fallimento. Ci avevano raccontato che, con il crollo dell’Urss, aveva ragione Francis Fukujama a porre il tema della “fine della storia”, proclamando la vittoria definitiva del modello di democrazia liberale, l’unico possibile. Come pure fu costruita una pervicace campagna ideologica a sostegno delle tesi di Samuel Huntington sul fatto che la storia, contrariamente da quanto analizzato da Marx, non fosse il frutto della lotta di classe, ma di uno “scontro tra civiltà”. Era così pervicace e si riteneva talmente invincibile l’egemonia statunitense, che Brezinski dedica il suo celebre saggio “la Grande Scacchiera” ai suoi studenti, “per aiutarli a plasmare il mondo di domani”. Plasmare un mondo che viveva “l’era della supremazia americana”. Fortunatamente, il mondo è cambiato in un arco di tempo straordinariamente breve. La perdita di leadership degli Usa e l’ascesa di nuovi paesi, a partire dai famosi Bric, ci dicono che un intero mondo è oramai terremotato e che l’impianto ideologico su cui si fondava la “fine della storia” è completamente finito. La sinistra, invece, di ritornare sulla strada giusta, quella del lavoro, dello stato sociale, dell’antifascismo e di ripensare un nuovo modello di società, prova a dialogare con gruppi violenti e pericolosi, che già si sono fatti notare spesso e volentieri per le loro azioni poco democratiche, le violenze sugli immigrati, le falsificazioni e manipolazioni storiche di alcuni personaggi e la reintroduzione di pratiche e idee del ventennio (come la “marcia su Roma” che volevano riproporre il 7 maggio 2010). Ecco il nuovo volto della sinistra, quella che saluta con soddisfazione l’accordo tra i sindacati padronali e la Fiat. Come ha scritto Giorgio Cremaschi: “Accordo storico. Così giustamente è stato definito il testo che Marchionne ha imposto ai sindacati complici e alla Confidustria. Se si usa quest’aggettivo, però bisogna avere il coraggio di accettare i paragoni con i fatti del passato. Ce n'è solo un adeguato. Il 2 ottobre 1925 Mussolini come presidente del Consiglio, la Confidustria e i sindacati corporativi, nazionalisti e fascisti, firmarono a Palazzo Vidoni un patto sociale che eliminava le commissioni interne e il diritto dei lavoratori a scegliersi liberamente le proprie rappresentanze. Il patto di Mirafiori fa la stessa identica cosa”.
L’abbiamo detto durante le comunali ed è stato il motivo della nostra scelta di andare soli, con una facilità agghiacciante, vediamo l’interscambiabilità tra quella sinistra e la destra razzista e xenofoba. Una sinistra che, rivisitando la storia, ha gettato via tutto per inseguire la carica, il potere e tuffandosi negli intrecci perversi con i poteri forti ed essere a servizio del potere finanziario. La sinistra che accusa di estremismo gli altri, ma devasta le coscienze e gioca con la vita degli uomini e delle donne.
Ecco la sinistra che ricorda le foibe, ma dimentica: che in Istria tra il 1919 e il 1922, i fascisti assaltarono decine di centri culturali “alloglotti”; che i fascisti incendiarono e distrussero le sedi sindacali, le cooperative contadine, le redazioni dei giornali operai e le tipografie; che furono aggrediti, picchiati e assassinati, decine di militanti politici e cittadini “slavi”; che dopo il golpe del 1922, le violenze fasciste divennero “legali”; che fu pianificata una vera e propria pulizia etnica portata avanti attraverso la chiusura delle scuole croate, i licenziamenti indiscriminati, gli espropri delle terre fino ad arrivare all’italianizzazione forzata dei cognomi e dei toponimi. Potremo, continuare l’elenco dei soprusi che la sinistra moderata e padronale non ricorda. Falsa sinistra, non possiamo vedere rischi che tale stato di cosa porta con sé.
La sinistra che vogliamo è un luogo nel quale lavoratrici e lavoratori, disoccupati, giovani ed anziani, uomini e donne, possano riconoscersi. Una sinistra che si batte per la democrazia e per la pace, nella lotta per la piena e buona occupazione e non dimentichi il grande insegnamento della Resistenza, l’eguaglianza, la giustizia sociale e la libertà.


Ecco i primi firmatari:

Luca SERVODIO, coordinamento nazionale Giovani Comunisti/e
Francesco IULIANO, portavoce Giovani Comunisti/e Cervinara
Vincenzo DE LUCIA, portavoce unione degli studenti Cervinara
Mario FERDINANDI, antifascista
Domenico ESPOSITO, scrittore antifascista
Stefania LATESSA, studentessa universitaria

04/01/2011
Nicola PIROZZI, studente e giornalista
Pasquale ANZALONE, docente di religione e giurista d'impresa ad Avellino
Nicole MONTELLI, scrittrice
Francesco SAVOIA, studente universitario
Antonio IERVOLINO, fgci irpini
Luca ORSOGNA, giovani comunisti irpini
Rossella IACOBUCCI, segreteria porvinciale PRC
Silvio MARRO, FDS Circolo "Carlo Giuliani" Bassa Modenese
Gerardo CARBONE, studente antifascista

05/01/2011
Mario GUERRIERO, giovani comunisti irpini
Veronia IULIANO, studentessa
Carmine GIGLIO, cittadino
Pellegrino IULIANO, cittadino
Aristide PANARESE
Cosimo ORLANDO, studente
Carmine FERRANTE, PRC Luogosano
Roberto DE FILIPPIS "BUGLIONE", antifascista militante e coord. Giovani Comunisti Irpini
Tony DELLA PIA, segretario provinciale PRC AVELLINO
Costantino D'ARGENIO, antifascista
Raffaele GIOVINE - Coordinatore Provinciale Uds Caserta

06/01/2011
Carmine COGLIANO, consigliere comunale di Gesualdo
Francesco TADDEO, cittadino
Raffaele CAMPANILE, antifascista
Alessandro CAROFANO, studente

07/01/2011
Alberto SIMEOLI, fgci irpini
Nicola SERVODIO, segretario PRC Cervinara e segreteria provinciale PRC
Rocco GIACOBBE, giovani comunisti irpini
Alessia MAINOLFI,comunista

08/01/2011
Carmen RICCI, antifascista
Francesco LUSSONE, antifascista
Josè Louis IANNIELLO, anarchico antifascista

Per adesioni inviare e-Mail al: prccervinara@virgilio.it / NOME e COGNOME
o lasciare NOME e COGNOME nella bacheca dell'evento o commento sotto questo post;

Nuova lettera inviata ipoteticamente al compagno Antonio Gramsci

di Luca Servodio - Coordinamento Nazionale Giovani Comunisti/e




Caro Antonio,
ricordi che l’undici gennaio 2009, ti scrissi una lettera, dove raccontavo l’aggressione per un articolo dal titolo “Cervinara antifascista”, nei riguardi di un giovane antifascista? A fine 2010, abbiamo di nuovo subito l’aggressione, sempre da parte del solito futurista/fascista. L’aggressione è scaturita, perché il compagno non l’aveva salutato. Il camerata vuole rispetto ed essere salutato. Tu che con Palmiro Togliatti, hai condiviso un tratto di strada, ricordi bene il suo insegnamento: “L’avversario degna di stima, va rispettato”. Il camerata “Kesserling”, deve capire che lui e suoi “amici”, sono responsabili di continue aggressioni, atti intimidatori per l’intera penisola. Finché queste persone rifiutano l’impianto stesso della Carta Costituzionale, restando fuori dalle regole e dai principi fissati dai costituenti, non hanno il diritto di manifestare e non vanno rispettati. Nel nostro Paese le organizzazioni che si richiamano al fascismo e l’apologia di fascismo sono illegali e come tali perseguibili penalmente così come la denigrazione della Costituzione e dei valori della Resistenza (legge Scelba n°645). Dalle tue lettere, ho appreso che l’assunzione della teoria della nonviolenza, non possiamo condividerla come tratto identitario. Le forme di lotta dipendano dal contesto in cui si praticano: oggi in Italia è possibile attuare la lotta pacifica anche perché ieri i partigiani, con le armi in pugno, hanno sconfitto il fascismo.

Finché sentire il profumo della democrazia (anche se sta svanendo), rispetteremo la legalità, faremo denuncie, lotteremo contro la corruzione, saremo a fianco dei lavoratori, degli immigrati e dei diversi. Conosciamo la coerenza e la dignità, imparato l’umiltà e anche la rivoluzione. Noi, non urliamo un “ideale” e poi votiamo il campanile.

L’aggressione avvenuta al compagno, possiamo definirla: politica e non un semplice litigio tra giovani. Bisogna, però, avere il coraggio di accettare i paragoni con i fatti del passato. Ce n'è solo un adeguato. I fascisti bruciavano le sedi socialiste e comuniste e picchiavano, aggredivano i dirigenti, del resto non solo del movimento operaio, ma anche democratici e popolari. Gli atteggiamenti del camerata “Kesserling”, sono l’identica cosa.

I comunisti non si faranno intimidire, né oggi, né domani. In comunisti lottano per la conquista del potere, con obiettivo della trasformazione della società. Costruire una società di liberi e di uguali, non rinunciando a guidare la lotta degli uomini e delle donne per la produzione delle condizioni della loro vita, compresso la messa
a bando di nuovo di tutte le organizzazioni fasciste. Ricordando Calamandrei:
“su questa strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi con lo stesso impegno”

Caro Antonio, ti saluto con il Pugno alzato e con gli anfibi lustrati. Ti abbraccio
teneramente (come finivi le tue lettere dal carcere).

Luca

venerdì 10 dicembre 2010

Aggiornamenti dal Liceo E.Fermi di Montesarchio OCCUPATO


Dopo l'occupazione massiccia da parte degli studenti del 9 Dicembre seguono queste iniziative:


10 Dicembre: Nella mattinata è prevista un'assemblea degli studenti sulla quale si discuterà dei punti principali di protesta e di rivendicazione degli studenti;

Dopo l'assemblea e la rassegna stampa avuta in mattina i ragazzi hanno proseguito con un momento di svago fatto di canti e balli!
Oggi pomeriggio visione di un film e successivo dibattito!

giovedì 9 dicembre 2010

LICEO E.FERMI OCCUPATO

"Come studenti del Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Montesarchio, in queste ore, abbiamo occupato la scuola, per far capire ai nostri politici che siamo contro la riforma Gelmini e che siamo stanchi dei continui e ripetuti attacchi alla scuola pubblica". "Questo governo deve capire che la scuola non è una spesa per lo Stato, ma un investimento, e che per noi giovani è il punto di partenza per un futuro all’insegna del lavoro, della legalità e soprattutto della dignità!
In questo quadro di regressione economica e sociale, la questione giovanile non deve essere una semplice questione generazionale. Essere giovani, in Italia significa trovarsi in una condizione di particolare esposizione all’attacco delle politiche neoliberiste, che producono incertezza, precarietà, mercificazione di tutti gli aspetti della vita dei giovani. Per questo, all’interno dei movimenti, noi giovani, esprimiamo il totale rifiuto dei guasti prodotti dal governo di destra, siamo portatori di una critica radicale nei confronti di un modello di società intollerabile.

Le occupazioni, le manifestazioni di queste ore, raccontano che noi studenti, assieme ai lavoratori, i precari, i genitori, non vogliamo restare a guardare lo smantellamento della scuola pubblica e con forza rivendichiamo il diritto al sapere e alla cultura come patrimonio universale.

Punti di rivendicazione:

Risorse da investire sulla Scuola Pubblica

Autonomia scolastica ed offerta formativa.

- L’autonomia scolastica deve essere potenziata, rendendo possibile un percorso di riqualificazione e aggiornamento dell’offerta formativa. Per questo è necessario ripristinare i finanziamenti destinati al funzionamento didattico amministrativo, che negli ultimi anni ha subito un taglio per 200 milioni. Vanno riportati alla quota del 2001 anche i finanziamenti per la legge 440/97 sull’offerta formativa. In totale servono 300 milioni da mettere a disposizione nelle scuole.

Diritto allo studio, funzionamento didattico.
- Si propone di finanziare il Fondo per il diritto allo studio di 632 milioni di euro. L'attuale ripartizione regionale è incapace di garantire il diritto costituzionale ed inalienabile allo studio, serve un finanziamento straordinario che può essere benissimo costruito dalle detrazione dei cospicui finanziamenti alle scuole private. Chiediamo l’istituzione di un fondo nazionale per il diritto allo studio che preveda l’introduzione del comodato d’uso dei libri di testo, agevolazioni sui trasporti e abolizione di qualsiasi tassa per l’iscrizione ai percorsi scolastici.
Proponiamo l’abbattimento dell’IVA sui consumi culturali. Proponiamo la messa in campo delle risorse sulla carta “Io Studio” necessarie per la realizzazione di misure aggiuntive per garantire agli studenti l’accesso a tutto ciò che costituisce educazione non formale.

Fondo per l'innalzamento dell'obbligo di istruzione a 16 anni
- Proponiamo l’istituzione di un fondo di almeno di 300 milioni di euro che devono servire a garantire il rispetto dell’innalzamento dell’obbligatorietà scolastica. Questi fondi devono servire a garantire i costi dei libri di testo e altre spese legate al pieno rispetto del diritto allo studio. Altrimenti l’innalzamento dell’obbligatorietà a 16 anni rischia di essere un fallimento. Proponiamo di portare i fondi per i per i progetti studenteschi del d.p.r. 567 ad una quota pari almeno a 9 euro per studente trasferiti dallo Stato alle scuole

Open source nelle scuole
- Riteniamo necessaria la disdetta/decorrenza dei contratti per le licenze con la microsoft corporation, promuovendo l’installazione del software libero nella PA (pubblica amministrazione) partendo dalle scuole, per ammortizzare la spesa della pubblica amministrazione con possibilità di reinvestire le stesse risorse in politiche per l’accesso ai saperi.

Se veramente il problema fosse la mancanza di soldi nell’immediato, basterebbe fare scelte politiche diverse da quelle operate sinora. Come:
1.Riduzione delle spese militari;
2.Lotta all’evasione fiscale (ben oltre i cento miliardi di euro l’anno, sottratti alla finanza pubblica);
3.Tassazione progressiva dei grandi patrimoni, delle operazioni finanziarie;
4.Tassazione delle speculazioni finanziarie.

Tutte le risorse recuperate rinvestirle nella scuola, università e per innovazione e ricerca. Investimenti costanti e mirati nel tempo, al fine di eliminare le disparità di accesso delle persone e al fine di garantire a tutti i cittadini i diritti di cittadinanza attraverso l’istruzione".

Gli studenti del Liceo!

Seguiranno aggiornamenti...

martedì 23 novembre 2010

23 Novembre 1980, per non dimenticare


Il 23 Novembre 1980, alle ore 19:34, si verificò ciò che viene definito il terremoto dell'Irpinia, un sisma di magnitudo 6,5 della scala Richter che durò circa 90 secondi e colpì la Campania centrale e la Basilicata. Ebbe come epicentro i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza, e Conza della Campania, causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.

Una tragedia immane, che fu subito evidente agli occhi dei soccorritori che partirono nella notte alla volta dei paesini sconosciuti dell'Irpinia. Solo a Roma non capirono.
Il titolo del Mattino "FATE PRESTO" era un urlo dalle macerie che rituonò nelle case del mondo intero.
I soccorritori diventarono circa 8000 e veramente provenivano da tutte le zone d'Italia.
Li chiamarono: Angeli del terremoto.
Inoltre, molti Paesi stranieri, si mobilitarono ad inviare fondi consistenti per aiutare l'Irpinia.

Le istituzioni tardarono parecchio per darsi fare negli aiuti e possiamo racchiudere ciò in una frase di Sandro Pertini, al ritorno da un viaggio dall'Irpinia: "Non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci. Ancora dalle macerie si levavano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi ."

Il dopo sisma fu molto deludente per come fu affrontato dalle istituzioni e anche in questo caso possiamo racchiudere il tutto in una frase, stavolta di Indro Montanelli, che disse: "L'uso di 50-60mila miliardi stanziati per l'Irpinia rimase un porto nelle nebbie."


I giovani dell'UdS Cervinara vogliono rendere omaggio alle vittime di quella tragedia e vogliono far conoscere appunto ai giovani odierni un evento che non scomparirà mai più dall'animo e dai pensieri dell'Irpinia intera.

sabato 6 novembre 2010

Contratto precario? Hai 60 giorni per far valere i tuoi diritti

La settimana scorsa in via definitiva alla Camera dei deputati è stato votato il “collegato lavoro”. Una norma contenuta in questa legge è fondamentale per la vita di centinaia di migliaia di lavoratori precari. Fino all’entrata in vigore del “collegato lavoro” era possibile impugnare in giudizio i contratti di lavoro precario di qualunque tipo (a termine, a progetto, interinale) che presentassero illegittimità formali e sostanziali e chiederne, in qualunque momento (anche dopo la decadenza del contratto), la trasformazione in contratti di lavoro a tempo indeterminato. Oggi, invece, con l’approvazione del “collegato lavoro”, il lavoratore che volesse impugnare in giudizio il suo contratto può farlo soltanto entro 60 giorni dalla sua scadenza. La cosa ancora peggiore è che tale norma vale retroattivamente per tutti i contratti precari illegittimi e irregolari, poiché impone a tutti di ricorrere entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. Passato questo termine, tutti i contratti precari illegittimi non potranno più essere impugnati e le centinaia di migliaia di lavoratori che avevano diritto, secondo la legge, di vedere trasformato il proprio vecchio contratto precario illegittimo in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato rimarranno esclusi.
Sappiamo bene, chiunque abbia avuto un contratto precario, la speranza di essere richiamati (e dunque la necessità di non guastare il rapporto di lavoro con il proprio datore) sconsiglia di ricorrere alle vie legali, anche in caso di palesi (e diffusissime) irregolarità e illegittimità.
Questo esecutivo, ancora una volta, nasconde la norma che potenzialmente potrebbe cambiare la vita di un’intera generazione, in una legge di cui nessuno parla. Come organizzazione nazionale stiamo, costruiremo una campagna nazionale, con lo scopo che diventi oggetto della discussione pubblica del Paese e una rete di supporto legale.
Nei prossimi due mesi, due sono le cose che faremo:
raccogliere tutte le richieste d’impugnazione delle centinaia di uomini, donne, ragazze, ragazzi che hanno alle spalle un’esperienza di lavoro precario;
metteremo a disposizione la competenza dei nostri avvocati per compilarle tecnicamente (circa il 90% dei contratti precari è illegittimo).

martedì 2 novembre 2010

Un 4 novembre antimilitarista - FESTEGGIAMO LA PACE NON LA GUERRA


Riportiamo la nota del PRC/Gc di Cervinara:

"Pochi anni fa le piazze si riempivano per dire NO alle guerre di aggressione e ai suoi sponsor, inchiodando alle proprie responsabilità governi di diversa posizione politica. A vedere l’Italia di oggi sembra siano passati anni luce da quelle grandi mobilitazioni. Una rimozione collettiva di tale portata troverebbe giustificazione in un’effettiva diminuzione dei pericoli di conflitto nel mondo, quantomeno nell’area geografica prossima al nostro paese. Potrebbe essere giustificata da una diminuzione dei processi di militarizzazione dei territori e della vita sociale e culturale interna.
La società, invece, nel suo complesso sta subendo un processo di militarizzazione che arriva, con il protocollo La Russa – Gelmini per i corsi paramilitari nelle scuole, a investire direttamente la formazione delle future generazioni. Crescono le basi di Camp Darby e s’ipotizza di costruire il più grande Hub militare d’Italia nel limitrofo aeroporto di Pisa, continuano i lavori di potenziamento di Sigonella e delle basi radar a Niscemi, si potenzia la produzione dei F35 a Cameri (Novara). Territori che cambiano di segno, divenendo nei fatti grandi aree a stretta sorveglianza militare.
È urgente che tutte le realtà sociali, culturali, sindacali e politiche devono muoversi e sostenere il NO ALLA GUERRA, ALLE SPESE MILITARI, ALLA MILITARIZZAZIONE DELLA SOCIETA’ E DELLA CULTURA.
Il 4 novembre 1918, l’Italia uscì “vittoriosa” dalla Prima Guerra Mondiale, ogni anno è celebrata in tutte le città d’Italia come la Giornata delle Forze Armate.
Come organizzazione giovanile, chiediamo come si possa festeggiare e celebrare ancora la vittoria di una guerra. Per noi quella è solo una giornata di lutto profondo che ci deve far riflettere sulla brutalità delle guerre: circa 650.000 gli italiani che morirono e milioni i feriti e i mutilati. Migliaia e migliaia di proletari, giovani e padri di famiglia mandati al macello, costretti a diventare eroi in una guerra che non accettavano; mentre chi osava disertare era torturato e fucilato. Una guerra svolta solamente per gli interessi e gli affari del capitalismo, dei grandi industriali e per i “capricci” dei re e dei vari politici corrotti. Una guerra che spianò la strada al fascismo e al nazismo.
Oggi il ricordo di questo massacro è bipartisan, centro-destra e centro-“sinistra” si uniscono nella retorica militarista e della guerra giusta ricordando quegli avvenimenti, riabilitandoli, per meglio giustificare le guerre imperialiste che da guerrafondai quali sono, sostengono, votano e rifinanziata in parlamento.
L’occupazione militare e la guerra imperialista in Afghanistan e in Medio Oriente ricordano la Grande Guerra, a cominciare dall’essere mossa essenzialmente per motivi economici."

mercoledì 20 ottobre 2010

29 e 30 ottobre in piazza. Nell'ignoranza la sottomissione, nella conoscenza la ribellione


Dopo i cortei dell'8 e del 16 Ottobre gli studenti torneranno in piazza il 29 sui territori e il 30 Ottobre a Napoli, a sostegno dei precari della scuola che hanno indetto per il 30 Ottobre una manifestazione nazionale a Napoli. Per questo in tantissime città italiane saremo in piazza il 29 Ottobre invitando gli studenti universitari, i ricercatori precari e strutturati ad unirsi a noi per costruire una mobilitazione coordinata del mondo della conoscenza contro la precarietà e le politiche di questo Governo. E' necessario che la data del 30 Ottobre a Napoli si moltiplichi il 29 anche sui territori per continuare le mobilitazioni di queste settimane contro il Ministro Gelmini. Scendiamo quindi in piazza il 29 Ottobre per portare un forte dato di continuità con la manifestazione nazionale del 30 Ottobre dei precari della scuola, per una battaglia che riqualifichi la scuola e distruggere la precarietà e per generalizzare la protesta a tutto il mondo della conoscenza in mobilitazione.

mercoledì 6 ottobre 2010

8 e 16 Ottobre - Cambiare Ora

OPERAI - STUDENTI: UNITI SI VINCE




8 Ottobre - Giornata Nazionale di Mobilitazione Studentesca

16 Ottobre - Manifestazione Nazionale a Roma promossa dalla FIOM

venerdì 1 ottobre 2010

Cambiare, Ora! Mobilitazione Nazionale Studentesco - 8 Ottobre 2010 - VideoSpot

Il prossimo 8 ottobre saremo in piazza contro le politiche del Ministro Gelmini e per costruire l'AltraRiforma della scuola dal basso. Lanciamo questo appello a tutte le realtà studentesche e del mondo della scuola affinchè si costruisca una grande mobilitazione permanente per costruire la scuola del futuro.

Cambiare ora è necessario, perchè chi apre una scuola chiude una prigione. Liberi tutti!

CHI APRE UNA SCUOLA, CHIUDE UNA PRIGIONE. LIBERIAMOCI!

8 OTTOBRE - MOBILITAZIONE NAZIONALE STUDENTESCA



Ecco il link del VideoSpot:
http://http://www.youtube.com/watch?v=UK5s9mH2DUk

mercoledì 29 settembre 2010

Cambiare, Ora! Mobilitazione Nazionale Studentesca - 8 Ottobre 2010


C A M B I A R E, O R A !

8 Ottobre ’10 - Mobilitazione Nazionale Studentesca

Cambiare Ora la scuola pubblica, sotto gli attacchi del Governo Berlusconi che taglia risorse, manda a casa i precari, reprime diritti, cancella spazi.
...
Cambiare Ora per ampliare i nostri diritti e autogestire le nostre scuole.

Cambiare Ora scuole fatiscenti senza aule, palestre, laboratori.

Cambiare Ora per avere scuole a norma di legge, con spazi per le attività studentesche.

Cambiare Ora una didattica fatta di nozioni, che reprime la creatività.

Cambiare Ora i programmi scolastici e costruirli insieme con docenti e genitori.

Cambiare ora una scuola che per troppi anni ci ha insegnato la divisione e la competizione.

Cambiare Ora i cicli scolastici che dividono gli studenti dei licei da quelli dei tecnici e dei professionali.

Cambiare Ora il potere smisurato di presidi autoritari e le decisioni non condivise nelle scuole.

Cambiare Ora le scuole per costruire una democrazia basata sul consenso e sulla partecipazione e non sui poteri forti.

Cambiare Ora la condizione di precarietà che gli studenti vivono nell’accesso al sapere a causa dei costi elevati.

Cambiare Ora il diritto allo studio, per sconti su trasporti e consumi culturali, borse di studio, comodato d’uso dei libri di testo.

Cambiare Ora questa scuola che insegna la repressione e la paura per interrogazioni sempre simili a condanne.

Cambiare Ora la valutazione e dare diritto al recupero: per costruire una valutazione come percorso e non come sentenza.

Cambiare Ora il rapporto malato di una scuola serva del mondo del lavoro.

Cambiare Ora gli stages nelle scuole, per costruire tutele e diritti per gli studenti in stages

Il prossimo 8 ottobre saremo in piazza contro le politiche del Ministro Gelmini e per costruire l'AltraRiforma della scuola dal basso. Lanciamo questo appello a tutte le realtà studentesche e del mondo della scuola affinchè si costruisca una grande mobilitazione permanente per costruire la scuola del futuro.

Cambiare ora è necessario, perchè chi apre una scuola chiude una prigione. Liberi tutti!

CHI APRE UNA SCUOLA, CHIUDE UNA PRIGIONE. LIBERIAMOCI!

8 OTTOBRE - MOBILITAZIONE NAZIONALE STUDENTESCA



per info:

- http://udscervinara.blogspot.com/
- http://www.unionedeglistudenti.it/

email: udscervinara@hotmail.it

Contatto FB: Uds Cervinara (Banner a lato)

venerdì 30 luglio 2010

Manifesto di Adesione all'UdS


Abbiamo dato vita a partire dal 2008 all'Onda che ha sconvolto le nostro scuole, le nostre città, l'Italia intera. Anche quest'anno non resteremo a guardare di fronte allo smantellamento della scuola pubblica e faremo sentire forte la nostra voce assieme con i lavoratori, i precari, i genitori, ecc.

Vogliamo riforme e cambiamenti della scuola che partano da chi la scuola la vive ogni giorno, rivendichiamo maggiori investimenti per la scuola e per il mondo della conoscenza, che non possono essere considerati come spese da tagliare ma come risorse indispensabili per il nostro futuro. Siamo convinti che l'accesso al sapere e alla conoscenza per tutt* sia, nel nostro tempo, la vera sfida per costruire democrazia e pari opportunità.

Ci battiamo per una scuola pubblica di qualità, dove lo studente possa studiare indipendentemente dalla propria cultura, religione, sesso, condizione sociale possa studiare. Chiediamo, per questo, una legge nazionale sul diritto allo studio che garantisca agli studenti un efficace “welfare studentesco”.

Vogliamo una scuola che valorizzi il protagonismo studentesco, dove sia data voce ai nostri diritti. Per questo chiediamo un potenziamento e un maggiore riconoscimento dei ruoli dei rappresentanti di classe, di istituto, dei comitati studenteschi, delle consulte provinciali, delle associazioni studentesche: le forme di rappresentanza studentesca devono essere incentivate. Rigettiamo progetti come quelli contenuti nel Progetto di Legge Aprea, che mirano alla privatizzazione delle scuole e ad un annullamento del ruolo degli studenti.

Chiediamo una didattica nuova, che svecchi le lezioni, i programmi e i modi d'insegnamento vecchi di decenni; chiediamo che siano rispettate le inclinazioni, le aspettative e le capacità di tutti, che le lezioni non siano più il mero passaggio di nozioni da chi sta al di là a chi sta al di qua della cattedra ma che siano il frutto di un lavoro comune svolto anche grazie all'utilizzo delle nuove tecnologie.

Chiediamo, inoltre, la valutazione del lavoro dei professori e che gli studenti abbiano voce in questo processo.

Continuiamo a ribadire che di scuola non si può morire, e non vogliamo che tale emergenza rimanga inascoltata. Da anni chiediamo un fondo nazionale straordinario per l'edilizia scolastica, grande emergenza nel paese. Per questo stiamo realizzando il libro bianco sull'edilizia, monitorando le nostre scuole e segnalando tutte le situazioni di pericolo.

Vogliamo una scuola inclusiva, laica, democratica che veda le differenze come una risorsa da valorizzare. Mai più dovranno esserci discriminazioni basate sulla cultura, sulla nazionalità, sulla religione, sul colore della pelle, sull'orientamento sessuale, sull' identità di genere, ecc.

Siamo consapevoli di vivere in un mondo globale e pretendiamo risposte globali ai grandi problemi del nostro tempo, dalla crisi economica, alle tante guerre dimenticate, alle reti mafiose e malavitose.

Chiediamo che gli studenti siano posti al centro della costruzione dell'Europa; chiediamo che il diritto allo studio per tutt* sia riconosciuto, a livello mondiale, come traguardo da raggiungere quanto prima.

L'Unione degli Studenti ha fatto molta strada in questi primi 15 anni di esistenza, ma ancora molto possiamo migliorare. E' infatti in costruzione il progetto del Network Studentesco che l'UdS, assieme a studenti universitari e dottorandi, sta costruendo per dare piena rappresentanza a tutte le persone in formazione.

Tutto questo si può fare anche perchè siamo riusciti a creare buone cose in poco tempo..a partire dalla manifestazione del 9 ottobre, passando per le elezioni studentesche e arrivando alla raccolta firme a sostegno dell'Acqua pubblica che ci ha portati al raggiungimento del referendum; tutto questo anche grazie alla Federazione della Sinistra di Cervinara e al CAOS Valle Caudina con la quale abbiamo instaurato più volte un buon rapporto di collaborazione;

Giunti a conclusione vogliamo ricordare che chi si iscrive all’UDS lo fa principalmente perché vuole battersi per difendere i propri diritti di studente (scuola pubblica, laica, gratuita)e poi lo fa anche perché crede nella Costituzione e quindi crede nell’antirazzismo e nell’antifascismo.
Possono aderire all' associazione tutti gli studenti indipendentemente dalla loro nazionalità, religione, professione, condizione sociale, orientamento sessuale ed opinione politica (visto che è un associazione apartitica non guidata da bandiere, ricordo che antifascismo non significa comunismo).

Per questo ti chiediamo di partecipare, di dare voce alle tue idee, di contare.
Ti chiediamo di aderire all'Unione degli Studenti.


Per info e/o adesione:
E-mail: udscervinara@hotmail.it
Telefono: 340 7559427
Inoltre, in alternativa, puoi utilizzare il banner in fondo alla pagina principale del blog;

Al Lavoro e alla Lotta,
Unione degli Studenti Cervinara;

martedì 29 giugno 2010

Il Tar boccia la Gelmini

Clamoroso errore del ministro: i tagli da 8 miliardi di euro non erano pubblicati in Gazzetta Ufficiale, quindi non hanno valore di legge.



La notizia è di quelle che fanno riprendere fiato, dopo un’apnea per aria mefitica. Ecco la boccata d’ossigeno: il Tar del Lazio il 24 giugno ha sospeso l’efficacia delle circolari su iscrizioni alle secondarie, organici del personale della scuola e mobilità. Ossia tutte le conseguenze dei regolamenti Gelmini (la “riforma” delle superiori). Perché? Quei regolamenti, da cui le circolari partono, non avevano compiuto l’iter obbligatorio, non erano stati pubblicati in Gazzetta (pubblicazione parziale avvenuta solo una settimana fa). Ma il governo li ha considerati legge: procedura anticostituzionale e antidemocratica, che una parte della scuola ha denunciato con tutto il fiato che aveva in gola, nel silenzio della maggior parte dei media. Mobilitazione e consapevolezza pagano: la sospensiva dimostra che il ricorso – presentato da 755 docenti, genitori, personale Ata, studenti, insieme Scuola e Costituzione e per Per la Scuola della Repubblica, organizzato dai Coordinamenti scuole superiori di Roma, Bologna, Milano e molte altre città, nonché dal Tavolo regionale della Toscana per la difesa della scuola statale – non era pretestuoso. Con ordinanza n. 1023 il Tar ha accolto la richiesta dei legali ricorrenti, Mauceri e Virgilio, disponendo la sospensione dei provvedimenti impugnati e ordinando a Gelmini di depositare nel termine di 15 giorni una “documentata relazione che, riferendo sui fatti di causa, controdeduca puntualmente sui motivi dedotti con il ricorso”. Il 19 luglio, in una prossima udienza, sarà deciso se confermare o no quanto stabilito.
Sono mesi che da questo giornale ho la possibilità di denunciare tale gravissima anomalia di procedura, dettata da una parte dall’arroganza di sentirsi super leges, dall’altra dalla necessità di far marciare la “riforma”, legge pubblicata o no, per realizzare in tempi utili quanto richiesto da Tremonti: 8 miliardi di tagli, 87.000 docenti e 45.000 Ata in meno. Lo faccio oggi con maggiore motivazione, per ricordarci e ricordare in che razza di Paese stiamo accettando di vivere; rivolgendomi a quella parte della scuola e della cittadinanza immobili e indifferenti all’impegno di quanti svolgono le proprie funzioni coniugandole con mobilitazione e impegno permanenti. Ai colleghi che, in questi giorni, nonostante età e carriere avanzate, si scoprono “soprannumerari”: la “riforma” ha toccato anche loro, e non solo precari senza nome e volto.
Per cominciare: i genitori hanno dovuto iscrivere i figli alla cieca, basandosi sull’offerta formativa dello scorso anno, non aggiornata dalle scuole in mancanza di programmi e regolamenti definitivi. Infatti la “legge” che istituiva i nuovi indirizzi è stata determinata non dall’iter previsto e dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma tramite annuncio sul sito del ministero, a marzo, mese in cui le iscrizioni scadevano. I collegi hanno dovuto adottare libri di testo entro il 31 maggio per le classi I, con i nuovi programmi solo in bozza.
Le classi intermedie di tecnici e professionali si troveranno, dal prossimo anno, dalle due alle quattro ore in meno, senza conoscere neanche le materie tagliate: hanno iniziato a vedere il primo tempo di un film, ma – durante la proiezione – il film è cambiato. Gli iscritti al primo anno del professionale non hanno garanzia che le scuole siano in grado di offrire la qualifica triennale prevista, scelta a carico delle singole Regioni: danni gravissimi al diritto allo studio e all’unitarietà del sistema scolastico nazionale. Non è dato sapere, a due mesi dall’inizio della scuola, a chi verrà affidato l’insegnamento delle discipline introdotte ex novo. L’organico sarà basato su classi di concorso atipiche, commistione tra le vecchie e le nuove, normate da un ulteriore regolamento non ancora legge: sconosciuti i criteri per il trasferimento dei docenti.
La scuola futura è in alto mare: sola certezza è che la circolare sospesa prevedeva 8.711 posti in meno per la primaria; 3.661 per la secondaria di primo grado, 13.746 per la superiore; -15.000 Ata. Totale: 41.118 persone a spasso, in virtù di una “riforma” trattata da chi ci governa come se fosse legge, ma che legge non era. Questo lo scenario su cui si aprirebbe l’anno scolastico 2010-11. Il 19 luglio potrebbe essere evitato un inizio di anno catastrofico e un passo definitivo verso la distruzione della scuola della Costituzione.

di Marina Boscaino
[Fonte: Il Fatto Quotidiano]

giovedì 17 giugno 2010

Pomigliano, nessun passo indietro o si muore

Cosa sta accadendo ultimamente allo stabilimento "Gianbattista Vico" di Pomigliano d'Arco? La fiat da alcuni mesi ha imposto un piano produttivo di "rilancio" dell'azienda, e le sigle sindacali si sono divise tra chi vuole mantenere occupazione a costo di sacrifici e chi, pur rispettando le esigenze economiche del mercato, non intende svendere i diritti dei lavoratori. Così l'11 Giugno scorso i sindacati di Ugl, Cisl, Uil hanno sottoscritto l'accordo e la sola Fiom ha detto No a determinate condizioni. Condizioni che prevedono l'articolazione dell'orario di lavoro di 18 turni per 6 giorni per 8 ore, lo spostamento della pausa mensa di mezz'ora a fine turno (che aumenta i rischi di incidenti sul lavoro), l'utilizzo della pausa mensa per fare straordinario obbligatorio se l'azienda lo richiede (senza nessun accordo sindacale), la riduzione delle pause sulle linee meccanizzate da 40 a 30 minuti,l'abolizione dell'indennità per disagi e i premi per gli assunti dal 2011, infine (la cosa più grave) sanzioni per il mancato rispetto dell'Accordo aziendale, in altre parole i lavoratori saranno sanzionati per qualsiasi iniziativa (dalla protesta o dallo sciopero) se l'Azienda lo decide. Per questo l'Unione degli Studenti di Pomigliano d'Arco, da sempre impegnata per il rispetto dei diritti degli studenti in primis, condanna fortemente questa visione dell'economia, della democrazia e del rispetto dei diritti nei luoghi di lavoro.
Un sistema economico capitalista e neo-liberista che utilizza il lavoratore come merce e non come soggetto da tutelare, che è disposta a mettere in ginocchio i lavoratori che vengono ricattati e minacciati di trasferire lo stabilimento altrove se non accettano, che è disposta a sputare sui diritti costituzionali quali lo sciopero, il diritto ad una pausa minima garantita, il diritto alla prevenzione sul lavoro, per il puro profitto. E' paradossale pensare che gli effetti di questa crisi devastante debbano ricadere sui lavoratori e non su chi quella crisi l'ha creata. Lo Stato non ha saputo affrontare questa crisi: avrebbe potuto obbligare le aziende a rimanere in Italia con finanziamenti o con la loro semi-statalizzazione (come fatto da Francia e America). Invece non solo NON le ha obbligate a restare in Italia ma è addirittura "soddisfatto" se gli operai oggi vengono messi sotto ricatto e sono costretti a lavorare nelle stesse condizioni degli operai cinesi, per essere "competitivi".
Ora attendiamo gli esiti del referendum aziendale del 22 Giugno con la speranza che il piano possa essere respinto dalle lavoratrici e dai lavoratori ed essere rimesso totalmente in discussione.

Fonte: Unione degli Studenti Pomigliano

giovedì 10 giugno 2010

La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci


«Sul sito xxx è stato pubblicato un post (ora prontamente cancellato) in cui un gruppo neonazista milanese chiamato "I figli di Hitler" metteva taglie in euro per chi pestava alcuni compagni quali xxx, e xxx del Manzoni e altri. I soldi sarebbero potuti essere ritirati solo da chi avesse consegnato foto che documentassero la cosa. Io lo considero un dato certamente preoccupante.»

Questo è il post comparso sabato scorso su Indymedia - Lombardia.

Non c’è modo migliore per far capire quale sia il clima milanese di questa prima metà del 2010 che riportare testualmente questo post che è comparso sabato scorso su lombardia.indymedia.org
Ma la lista dei nomi comparsa sul sito neofascista è molto più lunga e prende di mira i principali esponenti studenteschi, sia delle superiori che universitari, dell’antifascismo milanese.
La reazione generale e unanime è di sconcerto e sdegno. E di solidarietà. Perché queste minacce non fanno che ricordarci l’importanza dell’antifascismo, della cultura della nonviolenza attiva da opporre alla subcultura della violenza generata dall’ignoranza.

il 2010, a Milano, è stato un anno all’insegna della lotta ai neofascismi, movimenti che, da realtà più che marginali, quali sono al momento, cercano disperatamente di apparire sulle cronache dei giornali, spesso con iniziative fra l’inquietante e il ridicolo.

così come cercano nuovi adepti consumando chili di volantini che distribuiscono piazzandosi coi caschi davanti alle scuole superiori. Ma loro si sono infastiditi soprattutto col Liceo Manzoni, perché quella scuola aveva deciso, in risposta ai volantinaggi di Forza Nuova, di rispondere con le tre potenti armi di cui potenti di cui può disporre un collettivo studentesco: il boicottaggio, consistente nel rifiuto dei volantini fascisti, la dissacrazione, attuata con una applauso ironico, e l’indignazione, manifestata con un presidio antifascista aperto alla cittadinanza davanti alla scuola.

Di fronte al partecipato 25 aprile milanese, i fascisti hanno convocato manifestazioni e concerti di livello nazionale e internazionale ma dai numeri insignificanti. E l’antifascismo milanese ha fatto sentire la sua voce di risposta immediata tutte le volte che le teste rasate sono scese in piazza.

Milano è una città difficile per molti aspetti; ma per fortuna il neofascismo non trova (ancora?) lo spazio che aspira ad avere; ecco dunque la frustrazione che si concretizza in minaccia verso gli avversari istigando violenza dietro compenso.

La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci. (Isaac Asimov)


"XXX del Manzoni"
LaPS - Laboratorio di Partecipazione Studentesca